ROMA - No all'antisemitismo "anche quando esso si travesta da antisionismo".
Per chi non l'avesse ancora capito...
Bertinotti: "la Shoah è un dramma indicibile".
Strano, perché non si parla d'altro.
Anche il presidente della Camera è intervenuto alle celebrazioni per la giornata della Memoria, rinnovando l'invito a ricordare il passato. "L'abisso in cui il nazismo ha gettato il genere umano, aggredendo le ragioni elementari della dignità dell'uomo ed il rispetto che ad esso si deve solo perché tale è, troppo profondo per essere denominato: la Shoah è l'indicibile".
Guarda che nel cassetto ce n'è anche per te, perché tiri la corda?
"Oggi - ha aggiunto - è nostro dovere ricordare, ribadire e diffondere questa verità, contro le tentazioni che pure periodicamente si profilano a negare ciò che è accaduto o anche solamente a ridurne la portata".
Quindi il numero è sacro, ergo è una religione.
Al termine del suo intervento, l'Aula ha osservato un minuto di silenzio, cui è seguito un applauso unanime.
Pacifici: "Il discorso di Napolitano, un passaggio storico". Le parole di Napolitano sono piaciute a Elio Toaff. "Ha parlato con il cuore", ha detto l'ex rabbino capo di Roma.
Col cuore, come no?
Anche il portavoce della comunità ebraica romana, Riccardo Pacifici, nel commentare il discorso del presidente della Repubblica sull'allarme antisionismo, lo ha definito "storico". "Un passaggio che sotto certi aspetti - ha commentato Pacifici - non dico che azzeri le polemiche, ma che fa fare un grande passo avanti nel ristabilire giustizia e verità nei confronti della storia e di coloro che molto spesso, non sempre, usano l'antisionismo come moderno strumento di antisemitismo".
E con questo abbiamo silenziato i critici del democratico Stato-Scodelleria.
Ma torniamo a Napolitano:
Palazzo del Quirinale, 25 gennaio 2007
Signor Presidente del Senato,
Signor Presidente della Camera,
Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,
Signor Presidente della Corte Costituzionale,
Caro Presidente Gattegna,
Cari amici della Comunità Ebraica,
Signore e Signori,
Ragazzi e Ragazzi,
Notare come Napolitano non si rivolga a nessuna altra comunità, nonostante l'abitudine di tirare in ballo zingari, omosessuali e compagnia assortita quando occorre dare una vaga aria di imparzialità al teatrino. Ma la mancanza di queste comunità ci fa nascere un sospetto, ovvero che dei morti non importi nulla a nessuno e che il teatrino abbia qualche altro scopo. Dei vivi invece ci importa, ma solo di quelli che contano.
oggi qui, e poi in tutta Italia, si celebra per il settimo anno il "Giorno della Memoria".
Negli anni precedenti si poteva infatti dimenticare.
E sappiamo che la data del 27 gennaio fu scelta come ricorrenza del giorno in cui vennero abbattuti i cancelli di Auschwitz; quell'immenso campo di sterminio al cui ingresso, per una sorta di macabra, blasfema irrisione, campeggiava la scritta: "Arbeit macht frei", "Il lavoro rende liberi".
Blasfema, perché stiamo ovviamente parlando di una nuova religione - una tra le tante in circolazione - in cui alla fine dell'Anno Scolastico si ha la Resurrezione con la creazione dello Stato d'Israele, conseguente la Pasqua dell'Olocausto.
Visto che ho fatto bene i compiti a casa, prof?
L'istituzione del Giorno della Memoria, è giusto rammentarlo, fu approvata dal Parlamento della Repubblica con voto unanime.
Sette anni fa.
Le forze politiche espressero un comune sentire e un comune impegno.
Che fino a sette anni fa non esisteva?
E anche grazie a ciò, è poi accaduto che, col trascorrere degli anni, le manifestazioni indette in questa giornata siano divenute non meno, ma via via più numerose.
Insieme alle leggi?
La memoria della Shoah non si attenua, nella coscienza degli Italiani e degli Europei.
Anche perché non si parla d'altro.
Sempre nuove ricerche continuano ad accrescere la conoscenza di quella che fu, forse, la più immane tragedia nella storia d'Europa.
Sempre nuove ricerche, tuttavia ci sono leggi per stabilire quali nuove ricerche siano lecite e quali no. Indovinate perché?
Sì, è non solo doveroso ma importante ricordare, conoscere, cercare di capire. E' importante per tutti, guardando al futuro e non solo al passato. E' importante perché - come ha scritto Primo Levi - "ciò che è accaduto può ritornare", per assurdo e impensabile che appaia.
Se è per quello, ha anche scritto "Gli occhi azzurri e i capelli biondi sono essenzialmente malvagi", dettaglio che ci tornerà utile nelle prossime sapide puntate.
"Pochi paesi possono essere garantiti da una futura marea di violenza generata da intolleranza, da libidine di potere, da ragioni economiche, da fanatismo religioso o politico, da attriti razziali".
Certo, Napolitano: il modo migliore per evitare gli attriti razziali è far convivere i popoli tutti insieme nello stesso metro quadrato, ed aggiungere qualche legge speciale per favorire questo al posto di quello. Funziona sempre, e fornisce il pretesto per scrivere altre utili leggi.
Ecco, con quelle parole Primo Levi ha indicato tutti i pericoli da cui dobbiamo guardarci, tutti i fenomeni che possono sfociare in aberrazioni come la Shoah:
...ma la Shoah è unica, quindi quel "come" è illegale poiché presuppone drammi ugualmente indicibili: oplà!...
e non abbiamo forse visto in anni recenti, e non vediamo oggi affacciarsi alcuni di quei fenomeni, in più parti del mondo e anche non lontano dal nostro paese?
Ti dispiacerebbe fare esempi concreti, con nomi e cognomi? Tanto per capire di cosa parli.
Dobbiamo guardare con fiducia alla nuova Europa che abbiamo costruito negli ultimi cinquant'anni, una comunità di Stati e popoli amanti della pace, animati - soprattutto nelle giovani generazioni - da spirito di amicizia e tolleranza, dal rispetto dei diversi da noi.
Il rispetto è spontaneo, oppure frutto di qualche legge speciale che rende gli uomini non-uguali di fronte alla legge per definizione?
Ma non dobbiamo cessare di riflettere e interrogarci su come in Europa nello scorso secolo si siano intrecciate cultura e barbarie. A questo tema ha dedicato di recente un breve libro Edgar Morin, che così si conclude: "Alla coscienza delle barbarie" che nel Novecento si sono prodotte nel nostro secolo - e non è stata solo la Shoah - "deve integrarsi la coscienza che l'Europa produce, con l'umanesimo, l'universalismo, l'ascesa progressiva di una consapevole visione planetaria, gli antidoti" a ogni rischio di nuove barbarie.
Avete capito bene dove vuole andare a parare? Vi ricorda nulla?
E' a questo spirito di verità e di responsabilità europea che sono ispirate la ricca gamma di attività (qui richiamate dal Ministro Fioroni) della scuola italiana e dei suoi docenti, e le manifestazioni di cui voi giovani siete protagonisti: come il concorso "I giovani ricordano la Shoah" e come le visite annuali ad Auschwitz di studenti di ogni parte d'Italia.
"Però la legge tutela tutte le comunità!"
Vi rivolgo per questo impegno il più vivo e convinto apprezzamento. Col vostro appassionato contributo possiamo combattere con successo ogni indizio di razzismo, di violenza e di sopraffazione contro i diversi, e innanzitutto ogni rigurgito di antisemitismo.
Però potete continuare a scrivere leggi razziali, purché a favore dell'integrazione. Quindi il fine giustifica il mezzo, tanto per cambiare?
Anche quando esso si travesta da antisionismo:
Sentite questa!
perché antisionismo significa negazione della fonte ispiratrice dello Stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza, oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele.
Avete capito bene? Come il suo predecessore Ciampi, Mr. Napolitano spaccia all'Europa la favola delle sirene del nazionalismo che generano guerra e orrore, salvo poi sdoganare e legittimare il nazionalismo in un caso particolare. Indovinate quale?
Come italiani - pur nel succedersi delle generazioni - dobbiamo serbare il ricordo e sentire il peso degli anni bui delle leggi razziali del fascismo e delle persecuzioni antiebraiche della Repubblica di Salò.
Le leggi razziali esistono sempre al passato, avete notato? Oggi invece si parla di quote ed affirmative action.
Egualmente, nei giorni scorsi, a Parigi il Presidente Chirac ha ricordato in un nobile discorso "i momenti profondamente oscuri della storia della Francia", quelli del governo di Vichy sotto l'occupazione tedesca.
E come lui ha fatto per la Francia, vogliamo anche noi ricordare per l'Italia la luce che venne dalle imprese dei Giusti, di coloro che hanno meritato questo nome per le prove concrete che offrirono - anche col rischio del sacrificio della vita - di solidarietà verso i fratelli ebrei perseguitati, esposti alla minaccia della deportazione, della tortura, dello sterminio nei campi come Auschwitz.
Quei Giusti hanno salvato l'onore dell'Italia: e oggi dobbiamo noi render loro onore, con profonda e sempre viva riconoscenza.
Temo che si riferisca ai Giusti Gentili, terminologia tecnica da addetti al lavori alla quale dovremmo ormai essere ammaestrati.
Tira, tira la corda...
Thursday, January 25, 2007



sottoscrivo in pieno e ti linko al mio blog.
del resto, per valutare la statura morale, ma anche i sacri convincimenti e la coerenza, la stabilità e la fermezza degli ideali del "nostro" presidente della Repubblica basta vedere come è andato - addobbato di galloni in compagnia del pari- e plurigallonato D'Alema) - a ossequiare il papa.
come fa notare un amico vignettista su:
http://99giorni.blogspot.com
un presidente che era "comunista". e che giurava sulla falsità, sul clero e sulla religione come strumenti al servizio della classe borghese.
proprio un modello di coerenza e sincerità.
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